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Fuoco

Da Esopedia, l'enciclopedia del Sapere Esoterico

Fenomeno dovuto alla combustione di sostanze infiammabili, accompagnato da luce e calore. Le comunità arcaiche, per il suo aspetto benefico e distruttore, consideravano il F. come la più ambivalente delle forze magico religiose, reputando sciamani e fabbri suoi maestri o signori.

Nella cosmogonia indiana vedica assume l'aspetto di divinità diverse, tra il divino ed il naturale.

Nel zoroastrismo Ahura Mazda, principio personale intelligente della vita universale, esso si manifesta nel figlio Atar. Come elemento divino il F., contrapposto all'acqua quale elemento inferiore, veniva destinato all'ordalia universale del giudizio finale dove, sotto forma di metallo fuso, avrebbe accolto i malvagi (Avesta, Y, 32, 7). Il F. è presente sulle are di Atena (Attica), di Apollo (Delfi) e di Vesta (Roma).

Nella civiltà greco romana il focolare domestico assunse una precisa funzione sacra, quale centro della vita famigliare.

Nelle religioni baltiche (Prussi e Lituani) veniva praticato il culto di Perkunas, dio del tuono, in onore del quale veniva mantenuto un F. perpetuo curato dai sacerdoti guidati dal loro capo, detto kriwe. Una parte del pensiero greco ha adottato il concetto di F. per la spiegazione dei fenomeni del mondo.

Per Eraclito è la sostanza di cui è composta tutta la realtà, pertanto perennemente mobile, dotata di intelligenza, che presiede il governo del mondo.

Secondo Parmenide (v.) la dualità F. tenebra corrisponde a caldo freddo, ed è il principio che chiarisce l'apparenza sensibile delle cose. Per gli Stoici invece il F. occupa la parte estrema dell'universo, e lo considerano il quinto elemento.aristotelico (etere) di cui sono costituite tutte le sfere celesti. La venerazione del F. s'è poi trasferita all'ambito folkloristico, richiamato agli ancestrali compiti di evocazione e di purificazione, in occasione delle ricorrenze stagionali di capodanno, carnevale, di San Giovanni d'estate e di talune feste patronali. Celebrazioni culminanti nell'incendio di un fantoccio, che tramanda il ricordo di certi sacrifici umani tributati per invocare la protezione delle superiori potenze invisibili.


Sommario

[modifica] Alchimia

L'elemento F., come suggerisce il suo simbolo (un triangolo equilatero con il vertice verso l'alto), rappresenta il flusso del divenire percepito dal punto di vista di chi lo genera. Chi genera il F. costituisce una sorgente attiva di flusso. L'energia di tale flusso diventa anche parte del divenire del Macrocosmo che ci circonda, e come tale può sfuggire alle nostre possibilità di controllo. Questo implica la grande responsabilità che abbiamo quando diventiamo sorgente attiva del F. Perciò, tradizionalmente, grande significato ed importanza viene attribuito al regime del F., che non dovrebbe mai essere violento e caotico, per evitare di trasmettere disordine al di fuori di noi. Il F. è un elemento dinamico: simbolicamente sale verso l'alto, e può generare trasformazioni. L'alto verso cui si dirige la sua azione viene percepito, da chi lo genera, come una Trascendenza..


[modifica] Interiorità

Ogni vita, specie se nelle sembianze umane, appare animata da un irresistibile impulso a manifestarsi in forme coerenti con la propria essenza. Questa perciò appare sempre come formata da tre componenti: un nucleo interiore stabile, una volontà di azione ed una forma manifestata. Tradizionalmente, ma specialmente in Alchimia, i tre componenti vengono simbolicamente chiamati Zolfo, Mercurio e Sale. É assai difficile cogliere la loro presenza separatamente. Pur presentando forti somiglianze, il F. interiore non dev'essere confuso con l'elemento alchemico F., che interessa invece i più elevati rapporti fra Microcosmo e Macrocosmo.

[modifica] Massoneria

Nella Loggia massonica l'elemento F. si identifica con la funzione del Maestro Venerabile, che lo impiega nel rituale di Iniziazione. Inoltre tale termine conclude ogni brindisi svolto ritualmente nel corso dei convivi massonici, denominati "agapi". Per il Massone, il Fuoco combinato con l’Aria genera il Fumo: per tale ragione di norma nel Tempio si dovrebbe far precedere l’apertura dei Lavori con la diffusione di fumi d’incenso, meglio però se prodotto da un’antica miscela profumata composta dalla polverizzazione di:

  • 3 parti di incenso puro;
  • due parti di mirra;
  • una parte di benzoino;
  • ½ parte di zucchero.

Mediante il ricorso al Fumo viene dispersa la combinazione Acqua con Terra (v. fango) che predomina nel mondo profano.

[modifica] Astrologia

Il fuoco è legato al concetto stesso di “energia”, c’è il fuoco misterioso dell’alchimia, il calore primigenio della materia, “il fuoco eternamente vivo” di Eraclito e così via, in ogni caso vi è implicita l’idea di una forza sempre viva e diffusa in ogni dove. Il fuoco ha due aspetti fondamentali: arde e fa luce, implica cioè una trasformazione, dalle tenebre alla luce, dall’inerzia al movimento. Una trasformazione che infonde energia, dinamizza, rende vivo ciò che tocca: il fuoco è il sole che riscalda e feconda la terra, è la luce dello spirito che illumina la mente e lacera le tenebre dell’ignoranza, è la fiamma dell’amore che brucia nel cuore. In questo modo e altri simili ritroviamo l’elemento “fuoco” nelle immagini e nelle trame della storia della nostra cultura. Il pericolo col fuoco, come con gli altri elementi, è nell’intensità, nel “troppo”, nell’abbagliare invece di illuminare e perciò rendere ciechi come il buio, nell’incenerire invece di scaldare, nel divampare distruttivo delle passioni; ecco allora comparire il ghigno maligno di Lucifero, il principe delle tenebre nel cui nome tuttavia è racchiusa la luce (Lucifero=lux fero=colui che porta la luce), oppure può apparire Plutone, l’invisibile re dell’Ade (Ais-aides-ades=colui che rende invisibili), il dio del mondo sotterraneo contrapposto a Zeus-Giove, il dio del cielo, e a Helios-Sole che rende visibile ogni cosa.

Figure e storie diverse incarnano gli opposti e coesistenti aspetti del “fuoco”, infatti oltre il fuoco di Plutone e Lucifero c’è anche il fuoco di Prometeo (colui che conosce in anticipo) che regalò agli uomini il “fuoco” della conoscenza sottratto agli dei, c’è il cuore di fuoco di Gesù, supremo simbolo d’amore, c’è il fuoco di Efesto-Vulcano, il depositario dei potenti segreti dei metalli-tecnica, c’è la fiamma del focolare domestico perennemente custodita dalle vergini Vestali…

Psicologicamente l’elemento fuoco è associato alla funzione junghiana dell’intuizione, intuire vuol dire capire istintivamente, l’intuizione perciò è una funzione irrazionale, una specie di “illuminazione” o “rivelazione” che si compie all’improvviso, in un tempo brevissimo. Il “fuoco” dell’astrologia è parte integrante dell’archetipo da cui discendono i miti, le immagini, i simboli di cui abbiamo trattato prima e molti altri ancora che con facilità potete trovare anche voi.

L’Ariete, il Leone, il Sagittario sono segni di fuoco e condividono perciò la stessa “sostanza elementare” di base, tutti e tre hanno bisogno di tingere la vita con i colori che la luce del sole-fuoco rende vividi e brillanti, il grigio dovere quotidiano, l'opaca realtà delle piccole cose di ogni giorno non si trovano sulla tavolozza dei segni di fuoco. Hanno bisogno di esprimere il calore e l’energia di cui sono fatti e perciò sono caldi, espansivi, coraggiosi fino all’incoscienza; alla base c’è un’incrollabile fiducia nel futuro e perciò nella vita, meravigliosa favola popolata da erranti cavalieri senza macchia e senza paura e fragili fanciulle da proteggere. Negli individui con molti pianeti in segni di fuoco c’è sempre una nobile impresa o un grande ideale da perseguire e realizzare, che come il fuoco arde e risplende nel loro cuore, e che i prosaici e stupidi bisogni e doveri quotidiani ostacolano. Frustrare e reprimere questa qualità immaginosa che i segni di fuoco conferiscono alla vita, significa spegnere la luce che li anima, diventano allora “piccoli uomini”, poveri don Chisciotte pronti a combattere grandi battaglie per qualunque banalità.

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