Religione
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Per la voce latina religio da cui deriva per via colta l'italiano religione, sono state indicate fin dall'epoca antica due diverse etimologie: una, proposta già da Cicerone, vede in religio un derivato del verbo legere inteso nel significato di ‘cogliere o riunire’; autori cristiani come Lattanzio e Tertulliano fanno invece derivare la voce dal verbo ligare che significa ‘legare’. Secondo il glottologo Emile Benveniste l'etimologia più probabile è la prima delle due. Religio significherebbe in origine ritornare su ciò che si è fatto e quindi scrupolo, fervore inquieto: il termine non indicherebbe direttamente il rapporto con il divino, ma piuttosto il metodico esercizio del culto, l'osservanza costante e rituale di alcuni precetti.
Il cristianesimo portò con sé un nuovo concetto di religione. Per il cristiano la nuova fede è caratterizzata dal legame della pietà, cioè dal rapporto di dipendenza dell'uomo da Dio. Non è un caso quindi se furono i cristiani a far derivare il termine religio da ligare.
L'antico significato del vocabolo sembra però sopravvivere all'epoca classica ed estendersi anche ad alcuni dei secoli cristiani: nell'alto Medioevo infatti religio designa l'osservazione della regola monastica, quindi la disciplina a cui si sottoponevano i componenti degli ordini.
Anche le osservazioni compiute dall'antropologia in culture diverse da quelle occidentali testimoniano come generalmente l'esperienza religiosa coinvolga credenze metafisiche e pratiche rituali senza che sia possibile tracciare una linea tra le une e le altre.
Sembra quindi una particolarità dell'uomo europeo dell'età moderna l'aver concepito la religione come rapporto puramente spirituale tra il singolo individuo e il divino: anche nel nostro continente però convivono stratificati l'uno sull'altro diversi momenti della civilizzazione.
Se per i gruppi intellettuali l'atto di culto può essere rappresentato soltanto dalla lettura metodica della Bibbia, non mancano in Europa espressioni di una religiosità popolare e arcaica ricca di riti collettivi: sono ancora vive infatti le pratiche scaramantiche in grado di scacciare i diavoli o di richiamare l'attenzione e la protezione degli angeli.
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